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Carissimi lettori,
è tornato il nostro amato tempo autunnale e con lui anche le difficili scelte stilistiche sull’abbigliamento, le serate a casa quando fuori piove, le cenette romantiche in quel ristorante sul mare e, immancabili, i nostri programmi televisivi preferiti. Quelli divertenti e leggeri fanno il verso ad altri pretenziosi e macchinosi, i sentimenti in bella mostra vengono lucidati da unguenti di perbenismo e qualcuno giustamente canta: gli spari sopra sono per voi.

In questo mondo catodico e variopinto anche il vostro consulente d’immagine di fiducia ha il suo ruolo da recitare e, negli ultimi mesi, si è visto ad organizzare casting per due programmi televisivi molto seguiti. Lo spettacolare Ciao Darwin di Paolo Bonolis e l’imperituro Grande Fratello. Un po’ di confusione è tollerata e ogni tanto sogno Charles Darwin che mi spiega il “1984” come l’evoluzione della “Fattoria Degli Animali”. Io gli rispondo che nel 1984 è uscito “Terminator” diventato poi governatore della California, lui si offende tantissimo e urla “Non intendevo dire questo!”. Poi lo saluto e gli dico: “Ciao Darwin”. Lui mi risponde imbronciato: “Vaff... Strano”.

Per chi non lo sapesse il casting è la selezione delle persone che parteciperanno al programma e potete immaginare quanto grande sia la richiesta per andare in TV. Devo dire con grande orgoglio che i ragazzi genovesi sono stati molto apprezzati dagli autori di “Ciao Darwin”, moltissimi di quelli che ho presentato sono andati in onda e ancora li vedremo nelle prossime puntate. Ragazze belle e solari che piacciono a casa, lanciate in prove di resistenza, canto e ballo accompagnate da ragazzi forzuti, abbronzati e genovesissimi. Una pacchia. Poi arriva madre natura alla faccia ti tutti. E un solo pensiero interrogativo passa nella mente degli italiani….non crederete davvero che lo scriva?

Altra storia è il Grande Fratello, agognato dalla gioventù quasi alla pari delle droghe leggere. Possibile sostituto del superenalotto, su questo programma pesano le speranze di vita di legioni non ancora trentenni. Nulla di male, in effetti in parte hanno anche ragione. Non si può negare che la popolarità che ne deriva porti anche a lauti compensi, inimmaginabili per un lavoratore tradizionale. Certo è anche vero che le probabilità di partecipare sono davvero esigue e conviene prendere queste iniziative per quello che realmente sono e cioè un gioco e poco più. Potrebbero servire ad esempio a conoscere gli addetti ai lavori, questione utile per chi volesse lavorare nello spettacolo sia nella moda che in tv.

Faccia da casting vuol dire con espressione simpatica, allegra e sognatrice. Ecco come si presenta il candidato, o la candidata, al programma televisivo. Con la giusta miscela di speranza e di giocosità, rinuncia all’ora di riposo per farsi inquadrare dall’occhio magico della telecamera. Lo racconta agli amici e poi si guarda in tv, è solo un gioco…dice. Ma un po’ ci spera davvero e se va male che dire, riprovaci, la determinazione premia. Stai sicuro. Ha sempre premiato tutti.

Parola del vostro consulente d’immagine!
Scrivetemi per qualsiasi curiosità

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