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Non poteva mancare su look e dintorni un articolo a proposito dei tacchi. Le scarpe sono l'accessorio principe nell'abbigliamento di una donna, in particolare quelle con i tacchi hanno la funzione di slanciare la figura femminile e contemporaneamente fungono da forte richiamo erotico. Non a caso il tacco a spillo è diventato un simbolo di femminilità, un'icona che rappresenta la donna nell'esibizione di se stessa. Quando una donna indossa scarpe di questo tipo sa di essere osservata, lancia un messaggio che prestamente viene raccolto e si innesca un sottile gioco di aspettative.

Questo perché la scarpa e in generale i piedi sono, dopo il viso, oggetto di attenta osservazione e di desiderio. Uno studio di alcuni ricercatori dell'università di Bologna pubblicato sull’ 'Independent on Sunday' sancisce che ad accendere il desiderio sessuale sono i piedi, di pari passo le scarpe, piuttosto che audaci décolleté o fondoschiena a mandolino. Incoronano quindi i tacchi a spillo come feticcio mondiale numero uno.

Ma che ci crediate o no per quanto i tacchi siano un simbolo della seduzione femminile il primo portarli fu un uomo. Li indossò per la prima volta il leggendario sultano turco Tamerlano nel XIV secolo, semplicemente per nascondere la sua andatura claudicante. Le scarpe a punta si diffusero anche loro nel Medioevo dopo che a indossarle fu il conte Folco d'Anjou, re del regno latino di Gerusalemme e padre di Goffredo il Plantageneto, per camuffare un piede deforme. La scarpa a pianta larga e squadrata si impose grazie ad Enrico VIII, che aveva bisogno di calzature comode per il suo piede gottoso. Insomma, quella che oggi è una gran moda nacque secoli fa per caso e per nascondere difetti fisici. Curioso no?

Ho sentito spesso demonizzare il tacco per che causa di patologie o più semplicemente di dolori alle ginocchia o alla schiena, ecco perché voglio riportarvi uno studio condotto nientemeno che dall'università di Oxford e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Journal of epidemiology and public health”. 100 donne tra 50 e 70 anni, in attesa di sottoporsi ad intervento alle ginocchia, hanno risposto ad una serie di domande sul loro peso e altezza , sulle precedenti lesioni, sul lavoro fatto, sul consumo di sigarette e su diversi altri parametri riguardanti le loro abitudini negli anni precedenti. I risultati indicano che usare i tacchi non influisce direttamente sui dolori alle ginocchia. Questa è statistica e come tale va considerata, ma è sicuramente un dato interessante.

Nella mia esperienza quotidiana mi trovo spesso a contatto con ragazze di una certa statura e non di rado sento loro dire che non portano tacchi perché sono già alte, non ne hanno bisogno. La verità è che nessuna donna ha bisogno di portare tacchi perché la loro funzione non è quella di aumentare la statura, o almeno non è quella principale. Ma piuttosto quella di permettere un aggraziato incedere ondulante, che slancia tutta la figura come in una danza ipnotica, bellissima e sensuale. Se una ragazza è alta, semplicemente è fortunata. Quindi mi rivolgo a voi spilungone, non sentitevi in imbarazzo nemmeno se indossando i tacchi sarete le più alte del locale. E se non siete abituate a camminare ad un palmo da terra non preoccupatevi, esistono corsi on line su come imparare a camminare con i tacchi a spillo, infilarsi e sfilarsi le scarpe. Viva internet!

Aggiungo un paio di frizzanti curiosità. La rivista di moda olandese "Glamour Stiletto Run" di Amsterdam ha organizzato una singolare competizione : centocinquanta donne in corsa per 350 metri con tacchi a spillo e alla vincitrice un bel premio di diecimila euro. Le partecipanti accettate sono state 150. I requisiti necessari per poter competere sono stati i tacchi non inferiori a 7 centimetri e una copia della rivista in mano.
E pensate, è nata una nuova disciplina quello dello "Stiletto Strength", che sottopone le donne ad allenarsi in palestra su tacchi a spillo…negli Usa, e dove sennò? A questo punto sappiamo che calzati o nudi i piedi sono dunque il più popolare oggetto del desiderio, quello con a più alto contenuto erotico: Signore, fate voi!

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